Report - Sardegna selvaggia
Sardegna selvaggia (2.700 km indimenticabili) 25-05-2008/02-06-2008
Una decina di giorni di ferie, moto e tenda pronte, decido di partire come al solito senza meta, con una vaga idea di andare verso la Croazia, ma due giorni prima della partenza mio fratello Andrea (Kawasaki Versys 650) mi dice che proprio nello stesso periodo andrà in Sardegna una settimana per lavoro ….ci penso un po’… sono già stato in Sardegna in moto varie volte, ma l’idea di tornarci mi solletica proprio…mmmm…andata!!!
Imbarchiamo a Civitavecchia il 25 maggio alle 15,00 con arrivo previsto per le 20,00 circa. In verità per l’imbarco ci fanno aspettare un sacco di tempo, ma l’attesa non è poi così male...
Facciamo amicizia, tra l’altro, con Patrick, uno svizzero in sella ad un Fazer 1000 e…udite udite con Maura una ragazza di Viterbo che appena poco più di due mesi fa ha preso la patente e la sua CBF 600 nuova di pacca e già da qualche giorno è in giro per l’Italia da sola, senza meta ed in tenda!!!
Superfluo dire che le ho fatto mille complimenti per la sua intraprendenza ed il suo coraggio poco comuni, manifestandole senza riserve tutta la mia stima, augurandole di divertirsi e di superare presto i piccoli dubbi e le paure che, inevitabilmente, vista la scarsissima esperienza, ancora l’accompagnano quando è in sella alla sua moto. Ed eccoci tutti e quattro. Il traghetto parte con un forte ritardo ed arriviamo ad Olbia alle 22,00 circa. La cosa non mi fa molto piacere anche perché all’arrivo devo trovare un posto dove piazzare la tenda e farlo al buio senza conoscere i posti non è proprio il massimo. Appena sbarcati, da Olbia prendiamo la strada SS 199 che conduce verso l’entroterra. Mio fratello proseguirà fino ad arrivare a Sassari, mentre io decido di fermarmi nei pressi del Lago del Coghinas dove cercherò un posto per accamparmi. Proprio in prossimità della costa orientale del lago vedo una strada sterrata che mi ispira. Sperando di non pentirmene la imbocco giungendo proprio in riva al lago. Monto la tenda, riuscendo a vedere solo quel poco che la mia lanterna illumina, non ho idea di cosa ci sia intorno a me e sperò nel meglio. E’ circa mezzanotte quando Morfeo mi prende tra le sue braccia. Questo è quello che vedo all’indomani, verso le ore 06.00, svegliato dal canto degli uccellini:
Smonto tutto e, fremente, mi metto in viaggio percorrendo la SS 392 verso Tempio Pausania: strada piacevole anche se a tratti sporca.
La prima sosta la faccio a Isola Rossa, dove trovo una bella spiaggetta, tutta per me, che mi convince a sdraiarmi un po al sole. Unica nota negativa è stata che nel ripartire mi sono ritrovato il casco pieno di formiche che stavano allegramente banchettando con i moscerini spalmati sulla visiera. Purtroppo me ne sono accorto solo dopo essere partito, quindi per una buona oretta ho avuto la costante spiacevole sensazione di sentire formicolii in testa…
Comunque mi dirigo verso nord per vedere meglio la Costa Paradiso: posti molto belli, ma anche molto sfruttati turisticamente. Mi stufo in fretta e riparto verso sud per andare a vedere la famosa “roccia dell’Elefante”.
E’ come una sorta di richiamo…sarà per i miei modi di fare spesso definiti “da elefante”, sarà per l’Elefantentreffen che mi è rimasto nel cuore, comunque sia eccomi qua: Un paio di foto veloci e poi... ancora “in giostra”
...fino a raggiungere Castelsardo …e poi Stintino, dove mi fermo a mangiare in un “fast food” molto economico:







